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Quali iniziative del Governo veneto per ricordare i duecento anni dall’insorgenza veneta del 1809 ?

Venezia 28/11/2008


INTERPELLANZA

 
Presentata dal consigliere PNE Mariangelo Foggiato

 

Nella primavera scorsa, e precisamente il 2 maggio 2008 la Spagna ha celebrato con numerose manifestazioni il bicentenario dell’insurrezione popolare del 2 maggio 1808 contro le truppe napoleoniche, immortalata dal famosissimo quadro di Francisco Goya.  La famiglia reale e numerose personalità della vita politica, fra cui il premier Zapatero, hanno partecipato a Mostoles, nei pressi di Madrid, alla cerimonia di commemorazione ufficiale.

Le insorgenze antinapoleoniche si scatenarono in una parte consistente del continente europeo; particolarmente vigorose e partecipate furono quelle del vicino Tirolo carattatterizzate dalla leggendaria figura di Andrea Hofer ancor oggi l’eroe più popolare fra i tirolesi.

Nel Veneto mancò sia una figura come quella di Andreas Hofer che un Francisco Goya che tramandasse ai posteri l’eroismo dei nostri Veneti che pagarono con un numero impressionante di vittime la strenua difesa della loro terra, della loro casa, della loro tradizione.

La storiografia ufficiale si guarda bene di dedicare all’insorgenza veneta lo spazio che questa meriterebbe; anzi quei pochi storici che ne parlano definiscono “briganti” i protagonisti delle  insurrezioni che, al suono di campana a martello e sventolando la bandiera di San Marco, caratterizzarono in larga parte il territorio veneto.

Ecco quanto scrive Ottavia Negri Velo nel suo diario

“10 luglio 1809 – A Schio si è fondato il loro governo, il maggior numero vuole San Marco”.

E l’anno prossimo, bicentenario di questa insorgenza veneta, c’è la concreta possibilità di ricordare degnamente il sacrificio di tanti nostri compatrioti.

Quali iniziative intende intraprendere il Governo Veneto per far conoscere  questa pagina così importante della storia veneta ?

 

 

 FOGGIATO MARIANGELO   progetto nordest   

 

 

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Turchia in Europa? No, grazie. PDF Stampa E-mail

14/11/2008 Turchia in Europa? No, grazie.

Egregio Direttore,

il presidente del consiglio Silvio Berlusconi ha ribadito con forza nel vertice bilaterale di Smirne il suo convinto sostegno all’entrata della Turchia nell’Unione Europea.

Io invece sono assolutamente contrario e cerco di spiegare schematicamente le mie convinzioni.

a) La Turchia è un paese che non appartiene nè storicamente, nè culturalmente, nè geograficamente al contesto europeo. L'Unione Europea per "contare", per "esistere" deve avere una forte coesione e forti basi comuni, altrimenti continuerà ad essere solo "eurolandia".

Senza contare l'effetto domino: perchè la Turchia si e Israele no? E perchè no all'Egitto, alla Libia, al Marocco?

b) La Turchia  non ha mai riconosciuto il genocidio armeno (quasi due milioni di rmeni massacrati fra il 1915 e il 1922),  ha ripetutamente cercato di arrivare alla "soluzione finale" anche nei confronti del popolo curdo e il rispetto dei diritti umani continua ad essere un "optional" soprattutto nei confronti delle minoranze (pensiamo al trattamento nei confronti dei curdi nelle carceri turche).

Non parliamo poi delle continue intimidazioni nei confronti dei cristiani culminate con diversi assassinii di religiosi negli ultimi anni

c) L'Europa deve restare europea e cristiana: no quindi a concedere il passaporto europeo a quasi settanta milioni di turchi, di islamici con tutte le conseguenze che questo può portare. Qui non si tratta di "blindare" l'Europa: con realtà come la Turchia si possono trovare forme di collaborazione bilaterali particolari, di cooperazione ecc. ma l'Europa deve rimanere europea e cristiana, ancorata alla propria civiltà, alla propria cultura.

Concludo con quanto disse  Valery Giscard d'Estaing allora  presidente della Costituente Europea "La Turchia non è un Paese europeo e l'entrata della Turchia nella comunità potrebbe rappresentare la fine dell'Europa. Coloro che sostengono l'ammissione della Turchia sono nemici dell'Unione Europea".

Qualcuno può  spiegarlo al cavalier Silvio Berlusconi?

 

ETTORE BEGGIATO

Responsabile cultura

Progetto Nordest

 
Progetto Nordest e Unione Nordest assieme per costruire un polo autonomista veneto. PDF Stampa E-mail

C o m u n i c a t o   S t a m p a

Verona 12/11/2008

Oggetto: Progetto Nordest e Unione Nordest assieme per costruire un polo autonomista veneto.

 

Si sono incontrati a Verona i segretari di  Progetto Nordest, Mariangelo Foggiato, e di Unione Nordest, Adriano Bertaso, che hanno concordato su una serie di obiettivi comuni  in vista delle prossime elezioni, naturale prosecuzione di un progetto sul quale stanno già lavorando CarloCovi (L’Intesa  Veneta) e Fabrizio Comencini (Liga Veneta Repubblica).

Il tutto per dare finalmente adeguata rappresentanza al popolo veneto in linea con quanto si sta affermando sempre di più in Europa: dalla Scozia alla Catalunya, dal Galles alla Bretagna i partiti che rispondono unicamente al loro territorio (autonomisti, federalisti, indipedentisti) stanno aumentando sempre di più i loro consensi risvegliando coscienze che sembravano assopite: e anche le recentissime elezioni trentine dimostrano con l’eloquente 8,50%  del PATT (Partito Autonomista Trentino Tirolese) come nei nostri territori aumenti la richiesta di un partito autenticamente legato al territorio, lontano sia da Roma che da Milano. 

 
Mettiamo un Freno all'Immigrazione PDF Stampa E-mail

COMUNICATO STAMPA


IMMIGRAZIONE, FOGGIATO (PNE): LA POLITICA METTA UN FRENO ALL'IMMIGRAZIONE

Il consigliere regionale: irresponsabile accogliere persone alle quali non possiamo dare un lavoro Venezia 6 novembre 2008

- «Così il Veneto scoppia». Il segretario di Progetto Nordest, Mariangelo Foggiato, riprende il titolo di un fortunato libro del politologo Giovanni Sartori per commentare l'allarme lanciato oggi dalle categorie economiche: sono in arrivo almeno 25 mila stranieri, se non addirittura 60 mila, ma le aziende della regione non sono in grado di assorbire nuova manodopera. «Le imprese sono alle prese con la recessione - spiega il segretario del PNE - e la politica non può far finta di nulla.

Il governo nazionale, nel decreto flussi per l'immissione di lavoratori straniere, deve necessariamente tenere in considerazione la nuova situazione economica. In un momento di crisi mondiale, anche la locomotiva veneta arranca.

Basti pensare che anche un settore come l'edilizia, tradizionalmente predisposto ad assumere stranieri, attraversa una fase di grande difficoltà, in particolare in alcune province della nostra regione.

Le imprese, insomma, non richiedono manodopera straniera e il governo deve adeguarsi».

«Il PNE - aggiunge Mariangelo Foggiato - chiede perciò che l'ingresso di extracomunitari sia sospeso.

E' pericoloso aprire le porte del nostro paese a cittadini che sperano di trovare qui un'occupazione che invece non c'è.

Se le nostre aziende non possono dare un posto di lavoro a queste persone, rischiamo di creare un cortocircuito sociale le cui conseguenze sono difficilmente immaginabili.

La nostra regione registra già una presenza elevata di extracomunitari e i problemi di integrazione, per quanto contrastati, non mancano.

Accoglierne altre migliaia, senza poter assicurare alcuna prospettiva occupazionale, sarebbe da irresponsabili.

Una classe politica seria deve saper prendere decisioni anche difficili, evitando magari di strumentalizzare la questione con affermazioni e prese di posizione ideologiche e irrealistiche».

Mariangelo Foggiato
 
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