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NO al progetto Wisco per il trattamento di rifiuti speciali a Vicenza

                                           Venezia 14 ottobre 2008          

INTERROGAZIONE A RISPOSTA IMMEDIATA ALLA GIUNTA REGIONALE


Presentata dai Consiglieri Cancian e Foggiato

Premesso che

-         anche recentemente si è svolta a Vicenza una manifestazione contro l’impianto Wisco che ha visto la partecipazione sia dei dipendenti dell’Arsenale di Vicenza che degli  abitanti di  due quartieri densamente abitati come S. Agostino e Ferrovieri;

-         l’impianto proposto dalla Wisco S.p.A. per la realizzazione di una struttura per il trattamento di rifiuti speciali è a 400 metri da asilo e parco giochi e a 200 metri dalle case;

-         il Comune di Vicenza e il Consiglio di circoscrizione n. 7 hanno espresso parere negativo sull’insediamento del nuovo impianto;

i sottoscritti consiglieri regionali interrogano la Giunta regionale

per sapere quali inizative intende intraprendere a tutela della salute e della sicurezza dei cittadini di Vicenza.  

 

           CANCIAN DIEGO                                       FOGGIATO MARIANGELO

 

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UN MINUTO DI SILENZO PER JOERG HAIDER PDF Stampa E-mail

CONSIGLIO REGIONALE:


Con Joerg Haider se ne va un amico del Veneto e del Nordest. Lascia un grande
vuoto per la costruzione della macroregione europea Alpe Adria. Così il
capogruppo di Progetto Nordest Mariangelo Foggiato ha chiesto oggi al Consiglio
regionale di osservare un minuto di silenzio in memoria del governatore della
Carinzia, tragicamente scomparso due giorni fa in un incidente stradale.
«Conoscevo personalmente Haider dal 1998 - ribadisce Foggiato - e fui l'unico
politico italiano (anche allora ero consigliere regionale) a esprimergli
solidarietà quando l'Europa (quasi intera) chiese la sua messa al bando e lo
feci in forma ufficiale con una lettera dal consiglio regionale». Il segretario
del Pne ha ricordato, infatti, che nel 2000 Haider concluse un discusso patto
di coalizione tra la propria formazione politica e il tradizionalistico Partito
Popolare, procurando a Vienna persino le sanzioni dell'Unione Europea. «Haider,
leader del partito austriaco Pzoe, era una persona controversa - conclude
Foggiato - ma di grande personalità, un politico coraggioso e leale, amatissimo
dai suoi carinziani. Era anche un vero amico del Veneto e del Nordest: nutriva
una enorme simpatia, spesso ricambiata, per i veneti e per la nostra terra. Si
tratta di una perdita grave per la causa veneta e del Nordest, alla quale
intendeva utilmente collaborare».

 
Fini a Beggiato: il dipinto di Lepanto ritorna in grande evidenza a Montecitorio PDF Stampa E-mail

Venezia 13/10/2008

                         C O M U N I C A T O   S T A M P A

 

Ettore Beggiato esprime profonda soddisfazione per la pronta risposta del Presidente della Camera Gianfranco Fini che ha  dato disposizione affinchè il dipinto raffigurante la battaglia di Lepanto ritorni in evidenza  a Montecitorio.

Beggiato aveva scritto al Presidente Fini il 4 settembre scorso facendo presente che il precedente Presidente della Camera Fausto Bertinotti aveva disposto la rimozione del dipinto in questione dalla Sala Gialla di Montecitorio e chiedendo di riportare il quadro in un contesto adeguato.

La tela, di scuola napoletana del XVIII secolo, si trova ora nella sala “Bruno Salvadori”, importante sala riunioni del Palazzo dei gruppi parlamentari.  

La battaglia di Lepanto (7 ottobre 1571) fu fondamentale per le sorti della civiltà cristiana e dell’intera Europa.

La Serenissima Repubblica Veneta pagò un prezzo altissimo in vite umane (si calcola che su 7.500 cristiani morti ben 4.700 furono veneti); alla battaglia partecipò anche il grande Miguel de Cervantes che rimase ferito, perse per sempre l’uso della mano sinistra, e definì quella battaglia come “il più grande evento che videro i secoli”

ETTORE BEGGIATO

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Camera dei Deputati

Il Consigliere

Capo della Segreteria del Presidente

Gentile Signor Beggiato,

         il Presidente della Camera dei Deputati, Gianfranco Fini, ha ricevuto la Sua e-mail del 4 settembre scorso in merito alla collocazione del dipinto del Veronese su “La battaglia di Lepanto”.

           In occasione della ricorrenza di questa storica battaglia che, il 7 ottobre 1571, segnò la vittoria della flotta della Lega Santa, comandata da Giovanni D’Austria, sulla flotta turca, desidero informarla che il dipinto in questione è stato collocato nella sala “Bruno Salvadori”, importante sala riunioni del palazzo dei gruppi parlamentari.

   Il Presidente Le invia i suoi più cordiali saluti, cui unisco i miei personali.

                               dott. Alberto Solia

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Lettera di Ettore Begiato all'On. Gianfranco Fini                    
                                                                         

Oggetto: Il quadro su Lepanto ritorni al suo posto.

Onorevole Presidente,

                                    nel marzo del 2007 il Suo predecessore on. Fausto Bertinotti dispose la rimozione dalla Sala del Cavaliere (o Sala Gialla) di Montecitorio di un dipinto raffigurante la battaglia di Lepanto, forse per non urtare la suscettibilità di qualche ospite più o meno illustre.

Non mi dilungo a sottolineare l’importanza che la battaglia di Lepanto (7 ottobre 1571) ebbe per le sorti della civiltà cristiana e dell’intera Europa:  credo che, all’avvicinarsi dell’anniversario, la ricollocazione della tela nella Sala in questione sarebbe un gesto doveroso e particolarmente apprezzato da tutti coloro che ricordano l’eroico sacrificio di tanti giovani cristiani.

Un sacrificio che viene ancor oggi ricordato con particolare emozione qui nella terra di San Marco: la Serenissima Repubblica  pagò un prezzo altissimo in vite umane (si calcola che su 7.500 cristiani morti ben 4.700 furono veneti) esprimendo altresì figure determinanti per le sorti della battaglia come Sebastiano Venier e Agostino Barbarigo.

Una data, un anniversario che purtroppo continua a non essere valorizzato dal mondo della politica, della cultura e dell’informazione.

Perché proprio dalla Sua alta carica non parte una campagna di sensibilizzazione e di valorizzazione di ciò che ha rappresentato e rappresenta la battaglia di Lepanto?

Si pensi, per esempio, alla toponomastica.

E’ possibile che nei nostri Comuni si trovino intitolazioni le più disparate ma raramente si trovi una via o una piazza Lepanto?

La ringrazio, Onorevole Presidente, per la Sua attenzione, distintamente

 

ETTORE BEGGIATO

Responsabile cultura Progetto Nordest

e-mail: Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo

www.ettorebeggiato.org   

 
ANCHE IL PNE IN AIUTO DEL MOVIMENTO DEI SINDACI PER LA RACCOLTA DI FIRME PDF Stampa E-mail

Venezia, 11 ottobre 2008. «Obiettivo ambizioso ma insieme ce la possiamo fare. E quando dico insieme intendo davvero insieme: è mia intenzione, infatti, mettere a disposizione del movimento dei sindaci la struttura di Progetto Nordest per raccogliere quel milione di firme che potrebbe servire a ottenere dal governo il 20% di compartecipazione Ipef». Lo dichiara Mariangelo Foggiato, segretario di Progetto Nordest e da sempre convinto sostenitore di questa iniziativa trasversale portata avanti dagli amministratori veneti. Dopo la manifestazione a Roma di 400 sindaci veneti il primo ottobre, la battaglia dei sindaci del Piave continua: è la decisione presa dal coordinamento dei primi cittadini veneti al termine della riunione a Rubano (Padova). «Fa piacere che ill movimento abbia scelto di rilanciare la battaglia - commenta  Foggiato - allargando il fronte alla Lombardia, all'Emilia Romagna e al Piemonte». Il coordinamento ha stabilito le prossime mosse: la presenza all'assemblea nazionale dell'Anci di Trieste il 23 ottobre, il coinvolgimento delle categorie economiche e sindacali in ogni provincia e una nuova manifestazione in Veneto. «Adesso l'importante è che questa battaglia non venga strumentalizzata dai partiti - conclude - come invece è successo dopo la manifestazione di Roma. Nessuno deve permettersi di utilizzare questa battaglia del territorio per screditare i partiti avversari. I partiti devono restare fuori, altrimenti a pagare saranno ancora una volta i veneti».

 
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