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FOGGIATO: NON ACCETTIAMO LEZIONI DI FEDERALISMO DAI "PROFESSORI" DEL SUD

10/10/2008
Il segretario del PNE commenta così convegno dal tema "Il ruolo delle
assemblee legislative nel federalismo fiscale" che si è svolto stamattina a
Venezia, alla presenza del Presidente della Camera

VENEZIA - «Non accettiamo lezioni di federalismo da personaggi che arrivano
da regioni come la Sicilia e la Puglia, dove le amministrazioni pubbliche non
si sono certo contraddistinte per senso di responsabilità». Non usa mezze
parole o frasi di circostanza il capogruppo in consiglio regionale di Progetto
Nordest, Mariangelo Foggiato, nel commentare il «triste spettacolo» al quale ha
assistito a Venezia, in occasione del convegno dal tema "Il ruolo delle
assemblee legislative nel federalismo fiscale". «Abbiamo ascoltato interventi
fumosi - aggiunge il segretario del PNE - nello stile che è tipico dei baroni
accademici del sud ma che è distante anni luce dalla concretezza dei veneti. E'
apparso evidente che i relatori parlavano una lingua diversa. Ecco perché me ne
sono andato prima che il convegno finisse: non sopportavo più quell'
atteggiamento di supponenza, quasi che i relatori illuminati del sud siano
stati inviati a educare quei rozzi e ignoranti dei veneti». Ma non è solo una
questione di metodo, è anche è soprattutto una questione di sostanza. Da questo
punto di vista Mariangelo Foggiato ribadisce la posizione del suo movimento:
vogliamo dare al Veneto una forma di governo a statuto speciale «A questo
proposito - prosegue - vorrei sottolineare ancora una volta i risultati emersi
da una recente indagine di Unioncamere del Veneto che pone l'accento sulle
inaccettabili disparità tra realtà limitrofe. Il totale delle entrate
tributarie ricavate dalle amministrazioni pubbliche in Trentino, infatti, è
circa il 31,2% del Pil: solo il 6,4% finisce nelle casse dello Stato centrale,
mentre il 24,7% rimane a disposizione delle amministrazioni periferiche. In
Veneto - aggiunge - il prelievo tributario è pari al 29,6% del Pil, con una
quota attribuibile allo Stato di circa il 22,7%, mentre solo il rimanente 6,9%
viene riscosso dalle amministrazioni periferiche. Sulla base dei due sistemi
amministrativi, il Trentino lascia allo Stato centrale il 21% delle risorse
tributarie prelevate da cittadini ed imprese, mentre per il Veneto tale quota
sale al 76-79%. In Veneto quindi lo Stato centrale ha il ruolo di principale
attore pubblico, in quanto le risorse riscosse ammontano a 47,9 miliardi di
euro, mentre a livello delle amministrazioni regionali e locali il totale delle
entrate è di quasi 12 miliardi. Applicando un assetto analogo a quello del
Trentino, le amministrazioni regionali e locali venete vedrebbero le entrate
lievitare da 12 a quasi 33 miliardi di euro, mentre il governo centrale
vedrebbe scendere le entrate da 47,9 miliardi a poco più di 27». «Sono numeri
oggettivi - conclude il segretario del PNE - che confermano, se mai ce ne fosse
bisogno, la legittimità delle nostre richieste».

 

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Quali iniziative del Governo veneto per ricordare i duecento anni dall’insorgenza veneta del 1809 ? PDF Stampa E-mail

Venezia 28/11/2008


INTERPELLANZA

 
Presentata dal consigliere PNE Mariangelo Foggiato

 

Nella primavera scorsa, e precisamente il 2 maggio 2008 la Spagna ha celebrato con numerose manifestazioni il bicentenario dell’insurrezione popolare del 2 maggio 1808 contro le truppe napoleoniche, immortalata dal famosissimo quadro di Francisco Goya.  La famiglia reale e numerose personalità della vita politica, fra cui il premier Zapatero, hanno partecipato a Mostoles, nei pressi di Madrid, alla cerimonia di commemorazione ufficiale.

Le insorgenze antinapoleoniche si scatenarono in una parte consistente del continente europeo; particolarmente vigorose e partecipate furono quelle del vicino Tirolo carattatterizzate dalla leggendaria figura di Andrea Hofer ancor oggi l’eroe più popolare fra i tirolesi.

Nel Veneto mancò sia una figura come quella di Andreas Hofer che un Francisco Goya che tramandasse ai posteri l’eroismo dei nostri Veneti che pagarono con un numero impressionante di vittime la strenua difesa della loro terra, della loro casa, della loro tradizione.

La storiografia ufficiale si guarda bene di dedicare all’insorgenza veneta lo spazio che questa meriterebbe; anzi quei pochi storici che ne parlano definiscono “briganti” i protagonisti delle  insurrezioni che, al suono di campana a martello e sventolando la bandiera di San Marco, caratterizzarono in larga parte il territorio veneto.

Ecco quanto scrive Ottavia Negri Velo nel suo diario

“10 luglio 1809 – A Schio si è fondato il loro governo, il maggior numero vuole San Marco”.

E l’anno prossimo, bicentenario di questa insorgenza veneta, c’è la concreta possibilità di ricordare degnamente il sacrificio di tanti nostri compatrioti.

Quali iniziative intende intraprendere il Governo Veneto per far conoscere  questa pagina così importante della storia veneta ?

 

 

 FOGGIATO MARIANGELO   progetto nordest   

 

 
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